Philip Roth ha dato l’addio alla scrittura. Lo scrittore americano ha detto basta, non scriverà più libri. Un addio alla scrittura in piena regola, insomma. L’annuncio è stato dato dallo stesso Philip Roth in un’intervista rilasciata alla professoressa della Stanford University Cynthia Haven, durante la quale ha confermato la sua volontà di dedicarsi ad altro che non sia, appunto, la scrittura. Se ancora qualcuno non avesse avuto il piacere di leggerlo vi possiamo dire che quasi tutti i suoi romanzi tendono a essere autobiografici, con la creazione di alter-ego (il più famoso dei quali è Nathan Zuckerman, che appare in diverse opere), personaggi che portano il suo vero nome e anche personaggi che si chiamano Philip Roth ma non sono lui. Insomma una sorta di “genio” letterario.
“Quel che ho fatto, ho fatto. Mi creda, mi sento meglio perché non ho più scritto una parola di fiction dal 2009. Io non desidero più scrivere romanzi” ha dichiarato il vincitore del premio Pulitzer alla Haven.
Roth a Marzo compirà 81 anni. Una grande carriera di scrittore che ha deciso di abbandonare senza dimenticarsi di enunciare qualche critica verso il mondo della letteratura: “C’è altro nella vita oltre alla scrittura e alla pubblicazioni di libri. C’è un altro modo di essere, io stesso sono stupito e amo scoprirlo fino alla fine”.
Roth è il terzo scrittore americano che ha ricevuto l’onore di vedere pubblicata in vita la sua opera completa dalla Library of America. Nel 2011 ha vinto il Man Booker International Prize e nel 2012 il Premio Principe delle Asturie.
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